Dal 20 al 26 Settembre 2022 è tornata la Milano Fashion Week dedicata alla moda donna con le collezioni Primavera/Estate 2023.
Un fitto calendario di sfilate, in presenza e digitali, presentazioni ed eventi esclusivi, non solo nel quadrilatero della moda, ma anche in tutta la città che hanno visto la moda italiana tornare di nuovo protagonista del mercato.
Per la prima volta la Camera Nazionale della Moda Italiana ha mostrato i propri contenuti anche sul profilo Tik Tok e all’ingresso del fashion Hub non è mancato #MFW.
Tanti debutti di nuovi stilisti a capo di Maison storiche.
Incontri fashion tra cui Dolce & Gabbana e Paola Marella di Facile Ristrutturare.
Tanto denim, pantaloni larghi con tasconi alle ginocchia, blazer oversize, trasparenze e sfumature degradé.
Andando a curiosare tra i vari inviti, non poteva mancare, Alessandro Enriquez che ha presentato la nuova collezione SS/2023 presso Giacomo Caffè a Palazzo Reale.
Maxi skirt e maxi capispalla, sete, viscose e cotoni in un mix di colori nei quali Enriquez ha raccontato la sua Sicilia e Palermo.
Tra gli accessori la nuova collezione SS/2023 di borse Serapian, presentata nella splendida location di Villa Mozart, ha evidenziato raggi di sole interpretati e realizzati nella capsule collection con una artigianalita’ tutta Made in Italy.
Palazzo Cusani, il palazzo seicentesco di Via Brera nel cuore di Milano, ha invece fatto da cornice al debutto con la sfilata “Urban Style” del brand “Margutta Creative District” ideato da Grazia Marino e Antonio Falanga e prodotto da Spazio Margutta.
L’idea di creare un brand e questa prima capsule è nata qualche anno fa da Grazia e Antonio, l’anno prima che scoppiasse la pandemia, traendo spunto dall’evento del Margutta Creative District creato per omaggiare Via Margutta, la via di Roma che da sempre ha unito arte, cinema e cultura.
Non stilisti ma promotori di una cultura attraverso la moda ed il nostro artigianato tutto Made in Italy.
Le generazioni di oggi, acquirenti postmoderni, cercano di soddisfare nei prodotti acquistati non tanto un senso di estetica e di praticità quanto il desiderio di significati simbolici e iconici che li rappresentino e li identifichino come unici nel loro genere.
Un vestito è un vestito e sei tu che decidi cosa farne e come metterlo.